sabato 10 ottobre 2020

Come giudicavano i Liguri gli antichi Greci e Romani.



Della reputazione dei Liguri nell’antichità abbiamo testimonianze di storici come
Tacito, Svetonio, Posidonio, Diodoro Siculo, Tito Livio e Sallustio, fino ad arrivare a Plutarco. Sono tutti concordi nel descrivere i Liguri come una selvaggia e combattiva popolazione montana: racconta, ad esempio, Diodoro: “I Liguri che abitano questa regione coltivano una terra sassosa e del tutto sterile che, in cambio delle cure e degli sforzi sofferti dai nativi, offre pochi frutti utili alla sopravvivenza. Perciò gli abitanti sono resistentissimi alle fatiche e, per il continuo esercizio fisico, vigorosi; giacché, ben lontani dall’indolenza generata dalle dissolutezze, sono sciolti nei movimenti ed eccellenti per vigore negli scontri di guerra”. Anche il celebre tragico greco Eschilo, nel suo “Prometeo Liberato”, ne narra, come già ricordato in precedente occasione, le caratterische quando il protagonista, per ricompensare Ercole, il quale ha ucciso L’Aquila che lo tormentava, gli preannuncia il cammino che dovrà percorrere e le insidie che incontrerà nel sostenere le ultime fatiche: “Incontrerai l’intrepido esercito dei Liguri, contro i quali, sappilo, per quanto tu sia forte, la lotta non ti sarà facile. È destino che nel combattimento ti vengano a mancare i dardi, né sul terreno potrai trovare alcuna pietra con cui difenderti, poiché colà il suolo è tutto acquitrinoso. Ma, vedendoti in difficoltà, Zeus avrà pietà di te: adunerà sotto il cielo cupi e pesanti nembi e coprirà il terreno con una grandine di pietre arrotondate con cui potrai respingere e inseguire l’esercito dei Liguri.”
Posidonio, invece, si sofferma sui Liguri marittimi, i genovesi, che: “… sono coraggiosi e nobili non solo in guerra ma anche in quelle circostanze della vita non scevre di pericolo. Come mercanti solcano il mare di Sardegna e quello Libico, slanciandosi coraggiosamente in pericoli senza soccorso. Sopportano le più paurose condizioni atmosferiche che l’inverno crea tremendamente”.
Per i Greci, i Liguri erano degni di Ercole, per i Romani erano signori del mare, secoli prima che intorno al vessillo di Genova tutte le marinerie liguri dominavano i mari e, in qualche modo, anche le terre lontane dove ardimento e commerci le spingevano. Virgilio nelle “Georgiche” definisce il ligure “adsueto malo ligurem”, avvezzo alle difficoltà.
Non a caso, Asterix e Obelix, quelli veri, erano Liguri, ed hanno respinto Roma per oltre un secolo, risultando, fra tutte, la più ostica fra le conquiste imperiali.
Piacciono queste descrizioni leggendarie (ma fino a un certo punto) dei Liguri che ne confermano le virtù civili e morali. Anche gli antichi Greci e Romani riconoscono che i Liguri erano uomini forti, grandi combattenti, esperti marinai ed abili commercianti. 
Casalino Pierluigi. 



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