domenica 22 marzo 2026

Aspettando Sanremo 2026

 


L' eco della manifestazione di apertura dei giochi olimpici della neve di Milano-Cortina non si è ancora spento, mentre le gare hanno preso il via tra le solite propagande distruttive anti italiane ed anti occidentali, ma forse anche ciò fa spettacolo. E  già si annuncia l'evento festivaliero di Sanremo al limite del nervous breackdown con gli stereotipi degli inni a Gaza, dimenticando ipocritamente le vittime della repressione in Iran solo perché bisogna criticare l'Occidente per partito preso, l'Occidente che ci lascia criticare. Un Festival che tra fiori, canzoni e polemiche irrinunciabili rinnova il mito del Pianeta Italia e delle sue proiezioni nell'Orbe terracqueo. E sarà ancora il modello di Festival, l'ultimo di Carlo Conti, che ricorda il suo inventore Pippo Baudo e lo celebrerà nella memoria di tutti coloro che hanno scritto la storia, dalla sua prima edizione, della più importante kermesse canora del Bel Paese e forse dell' Universo Mondo. Avversato dai francesi perché troppo concorrenziale all'appeal della vicina Costa Azzurra, spiato dagli agenti dell'est sovietico per il timore di influenze liberali nel corpus dei dispotismi orientali, osannato e vituperato al tempo stesso dagli aristarchi della carta stampata e poi esaltato nelle sempre più liquide giornate dell'era digitale che snatura ed appiattisce le meningi come nuova Torre di Babele o nuova Atlantide,  Sanremo è Sanremo, è sempre Sanremo. Sanremo resta luce ed ombra di una provincia che cerca sempre di risorgere e di liberarsi dal suo isolamento anche grazie agli effetti speciali delle manifestazioni della Città dei Fiori, dalle quattro ruote alle ugole. Ed anche questa è storia, la storia della provincia di Imperia, la provincia che riesce a regalare gli ⁹spettacoli del cuore. febbraio 2026

Casalino Pierluigi 


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