sabato 3 giugno 2017

ALFARABI E AVERROE' (IBN RUSHD): UN BREVE PARALLELO TRA I DUE FILOSOFI ISLAMICI

Si ricordi inizialmente la celebre distinzione di Averroè (Ibn Rushd) nel suo TRATTATO DECISIVO tra le tre classi in cui, epistemologicamente, si divideva la società: i filosofi che applicano la scienza dimostrativa e a cui compete l'interpretazione allegorica (ta'wil) delle Sacre Scritture; i giuristi che applicano la disciplina topico-dialettica; il volgo che si accontenta dei discorsi retorici fondati sulle rappresentazioni immaginative e a cui compete l'adesione al senso letterale alle stesse Scritture. Tuttavia, Alfarabi parla in questo caso, invece, solo di due e non di tre approcci al sapere, e pare sostenere che la perfetta conoscenza filosofica o dei filosofi, per meglio dire, essendo dimostrativa, è assolutamente lontana da ogni rappresentazione simbolica, anche nei confronti delle cose divine, che, al contrario Averroè (Ibn Rushd) riteneva in larga misura bisognose di esegesi allegorica a parte i dogmi essenziali della fede (l'esistenza di Dio, la realtà della profezia, l'esistenza del Paradiso e dell'Inferno, et cetera che devono venire accettati come sono stati rivelati.
Casalino Pierluigi, autore e studioso ligure di Imperia, nato a Laigueglia il 29 giugno1949, anche sul web.

Nessun commento:

Posta un commento