Casalino Pierluigi
venerdì 22 maggio 2020
L'axe Moscou-Berlin(1939-1941)-5.
Après la conclusion de l'accord économique soviéto-allemand, Staline était persuadé que les pourparlers avec l'Allemagne étaient en bonne voie: "Très bientôt, nous aboutirons à un excellent accord avec l'Allemagne", diit-il à Ejov, le commissaire de l'intérieur. Krivitsky reçut l'ordre en décembre 1936 de mettre fin aux activités d'espionnage en Allemagne. Mais le 11 février 1937, von Neurath, le ministre des Affaires étrangères allemand, annonça à Schacht que les propositions soviétiques avaient été repoussées, a cause de l'accord soviéto- français d'assistance mutuelle et de l'activité du Komintern. Mais en même temps, Neurath précisa que si en Urss les événements continuaient d'évoluer vers l'instauration d'un despotisme absolu, de plus en plus dépendant des militaires, l'Allemagne pourrait reconsidérer sa politique à l'égard de la Russie soviétique. Hitler n'avait pas seulement en vue l'instabilité intérieure de l'Urss et la politique de sécurité collective hostile à l'Allemagne. Il tenait aussi compte de la faible réaction de l'Angleterre et de la France à la remilitarisation de la Rhénanie et la dénonciation du pacte de Locarno. Cette attitude des pays d'Europe occidentale confirmait, selon lui, que l'Allemagne n'avait pas à craindre de résistance active de leur part dans son entreprise d'expansion. Hitler avait décidé que, pour le moment, il était plus avantageux de jouer la carte anti soviétique.-5.
giovedì 21 maggio 2020
L'axe Moscou-Berlin (1939-1941)-5.
Lorsque l'Allemagne accorda un crédit important à l'Union soviétique, Staline comprit ce geste comme une volonté de de parvenir à un accord. Lors d'une réunion du Politburo, Staline s'éleva contre une communication du NKVD:"Comment Hitler pourrait-il nous faire la guerre alors qu'il nous accorde des crédits pareils? C'est impossible. Les milieux d'affaires allemands son assez puissants et ce sont eux qui gouvernent. Ni la confrontation avec l'Allemagne en Espagne, ni la signature du pacte "antikomintern" germano-japonais en 1936 n'ebranle'rent sa certitude de pouvoir conclure une entente avec l'Allemagne. Fin mai 1936, Kandelaki et Friedrichisohn (son remplaçant) rencontrent Goering, qui non seulement s'intéressa vivement à un développement des relations société allemandes, mais promit aussi d'arranger la situation du côté de Hitler. En juillet, le conseiller d'ambassade Bessonov eut une conversation avec Hoenke, un haut fonctionnaire du ministère des Affaires étrangères allemande, et il évoqua les conditions concrètes de la conclusions d'un pacte de non-agression soviéto-allemand. Hoenke expliqua que, selon le gouvernement allemand, les pactes de non-agression n'avait de sens qu'entre les États ayant des frontières communes, ce qui n'était pas le cas de l'Allemagne et de la Russie soviétique. Cette déclaration fut d'une importance cruciale pour l'avenir des relations soviéto-allemandes. En adécembre 1936 et en février 1937, Schacht rencontra de nouveau Kandelaki et Friedrichisohn. Il leur expliqua que les relations commerciales pourraient se développer à la condition que le gouvernement soviétique renonça^t a la propagande communiste à l'extérieur de ses frontières. Selon les notes de Schacht, Kandelaki fit part de sa "sympathie et compréhension". Sur mission de Staline et Molotov, Kandelaki donna lecture de l'avis qu'il avait formulé par écrit. Il consistait en ceci: le gouvernement russe ne s'est jamais opposé à des pourparlers politiques avec l'Allemagne. Sa politique ne va pas à l'encontre des intérêts allemandes et il est prêt à entamer des pourparlers concernant une amélioration de leurs relations. Schacht proposa à Kandelaki que sa communication fût transmise officiellement par l'ambassadeur soviétique à Berlin.-5, a
Casalino Pierluigi
L'attrazione letale (tra la Germania e la Russia sovietica)
Vedi su Comunicati l'articolo di Pierluigi Casalino sull'argomento.
mercoledì 20 maggio 2020
Pierluigi Casalino blog 2020,1922-1930. LA COLLABORAZIONE MILITARE TRA LA GERMANIA E LA RUSSIA SOVIETICA,Scritto il GENNAIO 7, 2012, 1922-1930. LA COLLABORAZIONE MILITARE TRA LA GERMANIA E LA RUSSIA SOVIETICAIl punto fondamentale dei rapporti russo-tedeschi era rappresentato dagli accordi militari segreti, frutto delle intese raggiunte da Cicerin e Rathenau a Rapallo nel 1922 vedi il mio “PRIMA DE “IL TEMPO E LA MEMORIA”- Casalino Pierluigi, Ennepilibri, Imperia, 2006- , dove vengono riportate le considerazioni di mio padre Casalino Michele sulle segrete operazioni russo tedesche, promesse tra gli Anni Venti e Trenta, in tema di riarmo tedesco e collaborazione dei militari tedeschi – ma anche italiani, in seguito – con la Russia sovietica), anche nel ricordo del sostegno fornito dalla Germania a Lenin per tornare in Russia e far scoppiare la rivoluzione bolscevica del 1917. Dato che gli unici ad essere iniziati ai particolari di questa collaborazione erano i personaggi direttamente interessati, e che la documentazione, per lo meno quella di fonte tedesca, fu sistematicamente distrutta, le notizie in proposito sono sporadiche e incomplete. L’aspetto meglio documentato, che probabilmente era quello più importante, era quello della collaborazione nel settore aeronautico. Immediatamente dopo la firma del trattato di Locarno, il 1° dicembre 1925, Stresemann rinnovò con i russi l’accordo stretto a Rapallo nel 1922; quando la Germania entrò nella Società delle Nazioni lo stesso Stresemann dichiarò che il suo paese non poteva restare disarmato com’era, e partecipare a sanzioni contro il regime bolscevico: velata affermazione di neutralismo verso la Russia sovietica. D’altra parte l’amicizia russo tedesca non era certo sincera, ma basata sulla convenienza reciproca e lo sapevano tutte e due le parti interessate: i generali e i conservatori tedeschi, che promossero quell’accordo, disprezzavano i bolscevichi e consideravano i russi esseri inferiori (analogamente si espresse, del resto, Hitler) e, dal canto loro, i russi mostravano un’amicizia formale verso la Germania e non soltanto per la riconoscenza che Lenin nutriva per quell’aiuto logistico tedesco, che gli aveva consentito di rientrare in patria, ma in base proprio alla massima leninista, secondo la quale ad una persona bisogna stringere la mano se le si vuole poi stringere la gola. Dell’esistenza di tali intese e di molti dettagli di esse, in realtà, mi parlò anche mio padre Casalino Michele (il protagonista de “IL TEMPO E LA MEMORIA” di Casalino Pierluigi, Ennepilibri, Imperia,2006), soprattutto quando commentava la firma, il 23 agosto 1939, del patto nazi-sovietico Molotov-Ribbentrop. Casalino Michele sottolineava la vastità della collaborazione militare italo-tedesca con la Russia di Stalin, fino quasi a ridosso dell’operazione Barbarossa, lanciata nel giugno del 1941 da Hitler. Nelle fabbriche sovietiche, a conti fatti, la Germania aveva aggirato il disarmo impostole a Versailles, e contemporaneamente non rispettava l’embargo decretato dalle potenze occidentali contro la Russia sovietica. La collaborazione russo tedesca nell’ambito aeronautico fu assai stretta e proficua. In Russia era stata aperta una fabbrica di aeroplani Junkers e di motori di aeroplani della Bayerische Motorenwerke, che serviva sia all’Aviazione Rossa, che alla Reichswehr. Nonostante il reciproco vantaggi, i contrasti tra i due partner nella direzione e nell’organizzazione delle attività restavano, anche in ragione delle esigenze delle ditte tedesche impegnate (si leggano sull’argomento “THE RUSSIAN FACE OF GERMANY, di C.F.Melville, 1932, e l’opuscolo redatto dai socialdemocratici tedeschi, datato 1927, “SOWJET GRANATEN). Uno dei problemi più seri fu quello della costruzione in loco dei motori: problema che non fu mai pienamente risolto. Tuttavia a Lipestsk, nella Russia centrale, venne messo a disposizione dell’aviazione militare tedesca un grande campo d’aviazione. Esso aveva due funzioni: addestrare i piloti tedeschi e provare gli aeroplani militari più moderni, dal momento che per le restrizioni imposte dal trattato di Versailles, nessuna delle due cose era realizzabile in territorio tedesco. L’addestramento vero e proprio cominciò nel 1925. a Lipetsk nessun aviatore sovietico si addestro, però, anche ex ufficiali tedeschi, rimossi dal servizio attivo appositamente per questo scopo, lavoravano come istruttori presso l’aviazione militare sovietica. Sugli altri momenti della collaborazione militare e in tema di armi tra russi e tedeschi si dispone di documentazione più scarsa. La fabbricazione di bombe per la Reichswehra nelle fabbriche sovietiche proseguì senza sosta e, quando, nel dicembre del 1926, venne alla luce in qualche modo in Germania, provocò uno scandalo, peraltro subito contenuto. Una fabbrica tedesca con sede legale a Mosca costruiva, in diversa località, bombe per sia la Reichswehr che per l’Armata Rossa. A Kazan, intanto, funzionava una fabbrica di carri armati, alcuni dei quali utilizzati, fin alla vigilia della guerra, in manovre congiunte russo tedesche in alcune regioni meridionali della Russia, la cui popolazione veniva allontanata nell’occasione, per evitare sguardi indiscreti (anche le notizie dello svolgimento di queste manovre, alle quali erano presenti anche osservatori militari italiani, erano in possesso di Casalino Michele, tramite lo Stato Maggiore Italiano). Voci della collaborazione germano-sovietica giunsero alla autorità polacche e presero corpo in una pubblicazione ufficiosa polacca. Note confidenziali circolavano, tuttavia, tra le cancellerie, che sottolineavano che, nonostante le perplessità e le diffidenze di Hitler, la collaborazione proseguiva. La circostanza, al tempo stesso, consentiva soprattutto ai tedeschi di valutare la consistenza della difesa sovietica e di accertarsi, di conseguenza, di quanto inferiore fosse la preparazione russa. E, a loro volta, i russi, che temevano di non essere trattati in piena uguaglianza e dignità, non mancavano di infiltrare l’intelligence tra i tedeschi, se pur questi ne fossero al corrente. Queste difficoltà impedirono il consolidarsi di un rapporto di completa amicizia tra russi e tedeschi, come d’altra parte era evidente. Entrambe le parti avevano riserve di carattere politico e personale; entrambe erano consapevoli di tanto in tanto della possibile alternativa costituita dall’avvicinamento all’Occidente. Ma nessuna delle due parti dimenticò mai i vantaggi pratici della collaborazione nel settore militare, come il patto Molotov Ribbentrop dimostrò con i suoi scellerati protocolli segreti ai danni della Polonia. La funzione svolta dalla cooperazione militare tra Berlino e Mosca, particolarmente nel decennio 1920-1930 3 e oltre, nell’edificazione della Reichswehr e dell’Aviazione Rossa, fu ampiamente giustificata nell’ottica dei rispettivi obiettivi. Casalino Pierluigi.
L'axe Moscou-Berlin (1939-1941)-4.
Trois mois et demi après la visite d'Eden à Moscou, en juillet 1935, Staline ordonne à son homme de confiance, David Kandelaki, représentant commercial à Berlin, d'entamer des pourparlers pour une amélioration des relations politiques germano soviétiques. A cette époque, Kandelaki dirigeait les pourparlers concernant les relations économiques avec Hjalmar Schacht, le président de la Banque du Reich, étroitement lié aux milieux financiers et industriels allemands. Or, selon Staline, la grande industrie était le vrai patron de Hitler, de telle sorte qu'en s'adressant à Schact, il s'adressait directement au patron. De même Kandelaki menait de pourparlers avec Hermann Goering, considéré à Moscou comme un trait d'union entre les milieux industriels et le gouvernement allemands. Parallèlement à ces entretiens, l'ambassadeur Sourits et le conseiller de l'ambassade soviétique à Berlin, Bessonov appuient "l'initiative Kandelaki". Le 21 décembre 1935, Bessonov déclare carrément au ministère des Affaires étrangères allemande qu'il serait souhaitable de compléter l'accord de Berlin de 1926 sur la neutralité par "un pacte de non non-agression bilatéral entre l'Allemagne et la Russie soviétique". A cette époque Moscou se livrait à un réexamen de son attitude à l'égard du national-socialisme allemand. Les journalistes soviétiques à Berlin et les diplomates de l'ambassade allemande étaient quelque peu abasourdis lorsque, en traversant la capitale allemande (1936), Eliava, le commissaire adjoint au commerce extérieur (qui avait ses entrées chez Staline grâce à de vieilles relations), fit comprendre que "là-haut", on appréciait l'hitlérisme "différemment", autrement que ne le faisaient la presse et les diplomates soviétiques à Berlin. Schacht proposa à Kandelaki de discuter le problème d'une amélioration des relations soviétoallemande. Il promit, de son côté, d'informer le ministère des Affaires étrangères allemande de la demande soviétique. Au cours des années 1935 et 1936, Staline continuait à compter sur un accord avec Hitler, bien que la section internationale du NKVD l'eût averti que "toutes les tentatives visant à apaiser Hitler avaient fait fiasco. L'obstacle principal à une entente avec Moscou, c'est Hitler lui-même".
Casalino Pierluigi.
martedì 19 maggio 2020
L'axe Moscou-Berlin (1939-1941)-3.
Le 30 juin 1934, quatre mois après le XVII e congrès du Parti Communiste russe, Hitler élimina ses anciens compagnons. Ce événement furent probablement le point de départ d'un tournant dans le jugement de Staline sur la situation allemande, et même dans ses propres relations avec la vieille guarde bolchévique, qui lui pesaient déjà depuis longtemps, de même que Hitler était irrité et inquiet des prétentions de ses anciens camarades des sections d'assaut. La presse soviétique avait beau faire campagne en faveur de la sécurité collective et contre les menées agressives du nazisme, la responsable de cette campagne, Radek, expliquait avec une franchise cynique à Krivitsky, le chef de l'espionnage militaire soviétique en Europe:" Seuls des imbéciles peuvent croire que nous romprons un jour avec l'Allemagne. Ce que j'écris est une chose, mais en réalité il en va autrement. Personne ne pourrait nous donner ce que nous donne l'Allemagne. Pour nous, il est presque impossible de rompre avec elle. Radek avait sans doute en vue non seulement la collaboration militaire, mais aussi l'aide technique et économique importante dont l'Urss avait bénéficié au cours du premier plan quinquennal. On peut affirmer avec certitude que l'aide économique étrangère, et allemande en particulier, avait joué un rôle décisif dans l'édification de l'industrie soviétique. L'Urss formule deux propositions à l'Allemagne, coup sur coup: offrir une garantie commune aux États baltes, prendre part à un "pacte de l'Est" qui offrirait la sécurité à tous ses participants. Hitler repousse le deux propositions. La politique de la sécurité collective, c'est à dire d'un rapprochement avec la France et l'Angleterre, se renforce. A présent, Staline nourrit un nouvel espoir, celui de voir l'Allemagne désirer améliorer ses relations avec la Russie soviétique, par crainte d'un encerclement. M.I. Kalinine, président du Comité central exécutif des Soviets, dit au nouvel ambassadeur allemand à Moscou, von Schulenburg: "Il ne faut pas accorder une trop grande importance aux vociférations de la presse. Le peuples l'Allemagne e de l'Union soviétique sont liés par de multiples aspects et dépendent beaucoup l'un de l'autre. Staline tente de produire la même impression sur Anthony Eden, s'efforçant de l'effrayer par la perspective d'une alliance soviets allemand, afin de dissuader la Gran Bretagne de s'accorder avec l'Allemagne aux dépens de l'Union soviétique. Par exemple, il annonce à Eden que les entretiens germano soviétiques concernant les crédits, portent sur des marchandises qu'il est même gênant d'évoquer ouvertement: armements, industrie chimique, etcetera. Eden (avec agitation): Comment? Est-il possible que le gouvernement allemand ait accepté de livrer des armes pour votre Armée Rouge ? Staline: oui, et sans doute, dans le jours qui viennent, signeront-nous un accord pour un emprunt. On joue gros jeu. Si on réussit à persuader les Anglais qu'on ne peut faire confiance à Hitler, le danger d'un accord anglo-gremanique contre la Russie soviétique sera écarté et il ne restera plus à Hitler qu'à rechercher un accord avec Moscou- 3.
Casalino Pierluigi
lunedì 18 maggio 2020
L'axe Moscou-Berlin (1939-1941)-2.
C'est encore la ligne définie par Staline dans son rapport au XVII e congrès du PC(b), en février 1934. Il est assez prudent lorsqu'il caractérise la situation allemande. Il fait observer qu'on a "tort de qualifier de national-socialisme" le fascisme de type allemand, "car l'examen le plus attentif ne permet pas s'y découvrir même un atome de socialisme". Mais qu'en est-il de la première moitié du sigle, du nationalisme? Staline laisse cette question ouverte. Il commence seulement à reconsidérer l'attitude traditionnellement défavorable du parti à l'égard du nationalisme en général, y compris le nationalisme russe. Bientôt paraissent les célèbres observations de Staline, Kirov et Jdanov sur le projet du manuel de l'histoire de l'Urss. L'attitude à l'égard du passé historique change et simultanément on commence à reconsidérer l'attitude à l'égard du fascisme et en particulier du fascisme allemand. Staline considérait le parti nazi comme un instrument de la grande industrie et de la Reichswehr. Il ne comprenait pas le caractère relativement autonome du mouvement nazi. Croyant la Reichswehr maître de la situation et ayant à l'esprit l'ancienne collaboration militaire germano soviétique, il ne pouvait saisir toute la menace que représentait le fascisme allemand. "Nous sommes loin de nous exstsier devant le régime fasciste en Allemagne, disait Staline au XVII e congrès du PC(b). Mais il ne s'agit pas ici du fascisme, ne serait-ce que parce qu'en Italie, par exemple, le fascisme n'a pas empêché l'Urss d'instaurer les meilleures relations avec ce pays. La porte d'une entente avec l'Allemagne restait ouverte.-2.
Casalino Pierluigi
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